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CULTURA E TURISMO

CULTURA E TURISMO

Storia

Antiche fonti e indagini archeologiche condotte in vari periodi, confermano che Girasole, l'anticamente denominato Sulci o Sulsi, sarebbe esistito pressappoco nello stesso sito attuale, circa mille anni prima del XII secolo, quando fu chiamato Gelisoi, forma che poi portò col tempo alla denominazione attuale di Girasole.

Scavi archeologici, effettuati nel 1966 nella collina a nord del paese, nell'antico castello, hanno portato alla luce resti di costruzioni edilizie a grossi blocchi posati a secco, che ripetono la tipologia edilizia degli edifici punici di Sant'Antioco e che non possono che essere attribuiti ad una costruzione cartaginese, databile tra il IV e il III sec a. C., con ogni probabilità preceduto a sua volta da un edificio fenicio più arcaico.

Fenici e Cartaginesi fecero dell'antica Sulci un importante scalo stagionale nelle rotte verso le coste occidentali italiane, divenendo, col tempo, uno scalo permanente grazie alle favorevoli condizioni del porto, situato nell'area dello stagno, più vasto e profondo di quanto sia attualmente. L'importanza dello scalo è confermata dalla presenza di costruzioni difensive, che fanno intuire la necessità di proteggerlo dagli assalti dei Sardi dell'interno. Lo sviluppo dello scalo proseguì anche sotto la dominazione romana, che ne fece un'importante base di partenza per le spedizioni contro le continue razzie dei popoli dell'interno. Questa sua progressiva crescita economica rese nel corso dei secoli l'antica Sulci, un allettante obiettivo dei Barbaricini prima, dei Vandali poi e delle incursioni arabe dei quattro secoli successivi.

Durante l'alto medioevo, l'antica Sulci dovette sicuramente attraversare un periodo tristissimo, sorte comune ai maggiori centri abitati dell'epoca.

La dominazione pisana sul territorio, fu talmente avversata dagli ogliastrini che, quando nel 1323 l'Aragona iniziò la conquista dell'Isola, il castello di Ogliastra gli si arrese aprendo le porte, aiutando anzi l'invasore negli assedi dei castelli di Orosei, Terranova (l'attuale Olbia) e Quirra, ottenendo in cambio riduzioni nelle tasse doganali e maggiori poteri per il capitano di giustizia della zona.
Fu proprio grazie a quest'appoggio che il territorio ogliastrino riuscì a conservare quasi tutti i sui centri abitati cosa che non accadde in altre aree.

La decadenza del paese coincide con la decadenza del suo porto, forse motivata dal crearsi di dune di sabbia che ne ostruirono l'ingresso e che privarono il paese della sua fonte economica primaria. Decadenza dalla quale il paese è uscito solo nell'ultima metà del XX secolo, grazie al decollo delle attività economiche legate al turismo.

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